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L'«Associazione Serenella - Onlus» ha come scopo la solidarietà verso i bambini in condizione di grande povertà. Dice "Sten": «...Sono passati tanti anni dalla morte di Serenella e dalla nascita dell'Associazione che porta il suo nome. Ancora oggi è difficile spiegare il perché della perdita di una persona cara, il nostro pensiero non è in grado di concepire un simile dolore. Per superare questo momento ci vuole una grande Fede, bisogna seguire il cuore: è necessario trasformare la sofferenza in amore, così l'amore che ci rimane dentro continuerà per altri orizzonti e la vita avrà un nuovo significato, diventerà ancora bella!». L'Associazione «Serenella» è nata per volontà di Giuliano Stenghel "Sten" qualche anno fa, iniziando con l'adottare qualche bambino in India in ricordo della moglie Serenella, prematuramente scomparsa. Giuliano coinvolse i suoi amici e conoscenti in questa solidarietà che, col tempo, è diventata una realtà ben più grande delle sue originarie aspettative. Passo dopo passo, l'«Associazione Serenella» ora aiuta oltre ventotto Paesi in tutto il mondo, con più di duemila bambini adottati; non solo, ma anche famiglie, anziani, ammalati... e ancora, costruzione di casette, pozzi, acquedotti, orfanotrofi, piccoli ospedali, ecc. A tutt'oggi l'«Associazione Serenella» conta circa 900 soci e lo spirito con cui essi sono animati lo si può descrivere in questo discorso, fatto da Giuliano in occasione di una della tante serate organizzate in sostegno ai bambini poveri:
«I
have a dream... io ho un sogno: ho il sogno che un giorno gli uomini si
rizzeranno in piedi e si renderanno conto che sono stati creati per vivere
insieme come fratelli.
Ho
ancora il sogno che un giorno ogni nero della nostra patria, ogni uomo di
colore di tutto il mondo, sarà giudicato sulla base del suo carattere
piuttosto che su quella del colore della pelle, e ogni uomo rispetterà la
dignità e il valore della personalità umana.
Ho
un altro sogno: che la giustizia scorrerà come acqua e la rettitudine
come una corrente poderosa.
Ho
ancora un sogno: che la guerra cesserà, che gli uomini muteranno le loro
spade in aratri e che le Nazioni non insorgeranno più contro le Nazioni e
la guerra non sarà neppure oggetto di studio.
Ho
ancora il sogno che ogni valle sarà innalzata e che ogni montagna sarà
spianata.
Con
questa Fede noi saremo capaci di affrettare il giorno in cui vi sarà la
pace sulla Terra».
Martin Luther King
Tanti
anni fa, dopo la morte di Serenella, tra i tanti sogni nel cassetto c’era
quello di ricordarla nella solidarietà verso chi soffre: un ricordo pulito,
semplice quanto umile, ma altrettanto forte. Solidarietà, non “solo” per fare beneficenza, bensì una convinzione morale, una precisa scelta di vita!
Carità testimoniata con i fatti (ideale se silenziosa), come
atteggiamento dell’animo che arricchisce e dona una gioia impagabile: gioia
nel dare più che nel ricevere… Carità con profonda umiltà e consapevolezza di non voler cambiare il mondo ma soltanto di voler cambiare quello di un bambino in condizione di grande povertà. Carità che ci rende forti e grandi nel cuore (Nessun uomo è così grande come quando si china per aiutare un bambino).
Infine
Carità che trasforma la nostra
pochezza in ricchezza e, inevitabilmente ci avvicina a Dio.
Sono
fermamente convinto come il modo migliore per convincere a “far del bene”,
sia quello di farlo in prima persona, senza farci tentare dal cattivo desiderio
di far fare agli altri ciò che possiamo fare noi, magari sforzando
sponsorizzazioni, contributi pubblici, ecc. Continueremo così a “toccare”
la generosità di tanti benefattori e scopriremo come ogni piccola offerta per
“Serenella” sia scaturita da un cuore generoso.
È
una scelta!
Chi
fa parte dell’Associazione Serenella è consapevole di dare e… soltanto
continuare semplicemente a “dare”, senza compromessi o ipocrisie, nella
piena consapevolezza di quanto un atto d’amore sia importante per chi lo
riceve ma soprattutto per chi lo fa. Per questo motivo l’intero ammontare
delle offerte pervenute è sempre stato destinato a soli scopi benefici
(progetti che ci giungono dai missionari), rimanendo quindi a carico dei soci,
in modo assolutamente volontario, ogni spesa organizzativa. Questa frase è stata aggiunta al nostro Statuto per rilevare lo spirito che — da molti anni — ci accomuna: quello di inviare, interamente e il più celermente possibile, ai poveri le offerte che ci giungono dai tanti benefattori.
Tutte le
spese di gestione dell'Associazione sono, infatti, finanziate in modo
volontario, direttamente da alcuni di noi.
Fino
ad oggi ci siamo limitati all’invio del denaro necessario a realizzare i
“sogni” di tanti missionari, lasciando loro il compito della
concretizzazione dei progetti che ci hanno poi testimoniato con fotografie ed
altra documentazione. Abbiamo scelto di affidarci totalmente a loro, consapevoli
di non essere, almeno per ora, in grado di operare attivamente al loro fianco.
D'altronde, chi meglio di un missionario conosce la realtà dei Paesi del
“Terzo mondo”?
Noi
di “Serenella”, da molti anni affermiamo di non essere imprigionati dalla
priorità della raccolta di fondi (mai finora forzata) ma dal vivo, onesto
desiderio di far qualcosa che si ritiene un bene, per trasmettere agli altri la
gioia e l’immensa soddisfazione di fare altrettanto.
Le offerte
pervenute sono state la logica conseguenza di un messaggio d’amore portato
concretamente da tante persone che hanno scelto di unirsi per “far del
bene”.
La
gestione fiscale di “Serenella” non è un bilancio complicato, se
continueremo ad inviare interamente i soldini raccolti a chi “non ha avuto
la fortuna di avere ciò che noi abbiamo”. I nostri conti corrente postale
e bancario, sono la prova concreta della nostra attendibilità e della nostra
grande voglia di fare soltanto del bene; ogni settimana vengono svuotati per
esaudire tante richieste (è un delitto tenere dei soldini fermi, quando tanti
bambini soffrono la fame).
E
non vi sembra un motivo sufficiente per proseguire in questa direzione?
La
nostra Associazione sta crescendo giorno dopo giorno, e con lei stanno crescendo
gli impegni e le difficoltà: ecco il motivo per impegnarci con entusiasmo ma
soprattutto legati da una solida amicizia e da un ideale ben preciso. Non
abbiamo l’obbligo di farlo, siamo dei volontari e così dovremo restare anche
per il futuro!
Anche
quest’anno abbiamo organizzato tante serate, gestito, nel migliore dei modi,
le offerte che ci sono giunte e facendole arrivare interamente ai missionari; ci
siamo premuniti di ringraziare i benefattori come alla stessa maniera
d’insistere con i missionari perché scrivessero notizie di come hanno
impiegato tanta generosità.
Tutti
i giorni i media ci propinano la cosiddetta cultura della solidarietà: quante
chiacchiere attorno a divani o tavole rotonde, quante parole o slogans
quasi sempre vuoti di fatti concreti; il cosiddetto businnes della solidarietà,
facendo a gara nel chiedere sponsor o contributi; insomma
chiedere…chiedere…chiedere…
Il risultato è evidente: la gente è stanca di tutto ciò e non si fida più!
Non
abbiamo bisogno di chiedere o di vendere nulla, se non limitarci a divulgare le
richieste che ci giungono dai missionari e aspettare che Dio tocchi il cuore
delle persone. Invece di chiedere, dare…dare…dare… ognuno alla sua
maniera: come, dove, quando e quanto dice il nostro cuore.
In
tanti anni abbiamo aiutato chiunque ce lo ha chiesto, realizzando quasi tutti i
Progetti che Dio ci ha fatto incontrare. Dobbiamo continuare in questo modo
dando un po’ a tutti!
È
pur vero che una cifra ripartita ci preclude la realizzazione di grandi progetti
ma, a scapito di tanti più piccoli, senz’altro meno impegnativi e altrettanto
meno rischiosi, specie in Paesi del Terzo mondo. Tutto ciò non è un dogma ma
soltanto un suggerimento per non metterci in difficoltà!
Il
fatto che la nostra Associazione sia iscritta all’Albo Provinciale del
volontariato e sia una ONLUS è un privilegio che ci impone delle piccole regole
da osservare ma senza dimenticarci che “Serenella” è opera di Dio e quindi
guidata dai suoi Angeli. Con tanta fiducia, spesso, bisognerebbe tirar da parte
il nostro raziocinio per lasciar operare, nel totale abbandono, la “mano della
Provvidenza”. Riconosco comunque quanto sia, almeno per me, difficile farlo!
Purtroppo sono di carne, una carne soggetta a debolezze ma non dimentichiamoci
che nella carne c’è anche un cuore! Un cuore che, ancora ha voglia di lottare
per i più deboli, ancora ha voglia di sognare…
E
allora cari amici, vi porto le lettere e i progetti che ci giungono dalle
missioni che ci inducono a lottare per realizzare i sogni di tante mamme e
bambini in difficoltà. Così ci accorgeremo di passare sopra le nostre
debolezze e ci rimarrà dentro l’immensa gioia di aver dato un senso buono
alla nostra esistenza.
«I
have a dream... io ho un sogno: ho il sogno che un giorno gli uomini non
soffriranno la fame o la sete a causa della stoltezza, della mediocrità e
dell’egoismo di tanti altri. Ho ancora il sogno che la nostra Associazione
continui a “far del bene” con l’entusiasmo di sempre».
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